Gazpacho, quello che rinfresca l’anima dopo una relazione tossica

Non è zuppa, non è insalata, non è frullato: è tutte e tre le cose insieme, e quindi nessuna. Come certi amanti che non vogliono etichette, solo esperienze.

C’era una volta, in un’estate umida come la coscienza di un ex, un tizio che affermava "categoricamente" di non amare i piatti freddi.
E infatti ha smesso di amarmi non appena mi sono fatta trovare lucida, sobria e senza alcuna intenzione di salvarlo dal suo egocentrismo da sagra del tartufo.
Così, quando se n’è andato, ho preparato un gazpacho, il più anarchico dei piatti estivi.

Il gazpacho è l’insurrezione del pomodoro contro il fornello.
Tutti gli altri si sacrificano nel calore della pentola, lui no: rimane crudo, fiero, e ti schiaffeggia con la sua freschezza glaciale. È la rivolta della Spagna contadina contro l’afa, servita in ciotola.

Ha il colore del sangue giovane e il carattere dell’aglio, del cetriolo, del peperone: un’orgia vegetale che si traveste da medicina. Non ti blandisce, ti rigenera a forza.
Accanto a lui, le vellutate francesi sembrano monache tristi. Il gazpacho invece è flamenco: batte i tacchi, alza la voce, ti lascia con il palato in subbuglio e il corpo improvvisamente vivo. Da preferire all'uomo "tiepido" mentre attanagliano i 40 gradi all'ombra: è la vendetta contro la canicola estiva che opprime.

Scheda Ricetta

Ingredienti

  • pomodori 6 maturi; e rossi come i segnali di pericolo che hai fatto finta di non vedere
  • cetrioli 2 freddi; come il messaggio "scusa, ero incasinato"
  • peperone rosso 1 perché il peperone giallo lo usano solo quelli che mettono l’ananas sulla pizza
  • pane raffermo q.b. la sua idea dell’amore
  • spicchio d'aglio 1 per ricordare che l’intimità è una scelta, non una conquista
  • olio evo, aceto bianco e sale q.b. la spolverata generosa della consapevolezza che il gusto, come l'autostima, nel tempo va ricalibrato

Procedimento

1
Taglia tutto a pezzetti, come ha fatto lui con i vostri progetti condivisi.
2
Frulla con vigore e risentimento.
3
Lascia in frigo almeno un paio d’ore, il tempo minimo per capire che se si raffredda e resta buono… non è solo "gazpacho", è anche la tua "dignità".
4
Servi freddo, possibilmente con un contorno di nuove ambizioni e un bicchiere di bianco ghiacciato.
5
Brinda a te. Ché non hai bisogno di cottura per essere deliziosa.