Nonostante il suo nome possa sembrare lunghissimo, eterno, qui la storia è breve davvero.
Lui diceva che il fritto non gli faceva bene. Eppure è stato bravissimo a tenere in piedi tre chat parallele: io e due ex che sono solo amiche (nella realtà dei fatti, trombamiche), in sottofondo un ego unto come un wok.
Così, la sera in cui ho smesso di cercare un senso a quella relazione, ho acceso la fiamma sotto la padella colma d'olio. E ho cucinato l’unico pollo che non mi ha mai delusa.
Perché se c’è una lezione che la vita (e l’amore) ti insegna a morsi, è questa: quando l’uomo è inconsistente, il pollo dev’essere croccante.
Eh sì, cari i miei uomini, persino un pollo vi dà lezione di virilità.
L’uomo inconsistente arriva in punta di piedi, non fa rumore, non lascia il segno. Ti promette emozioni ma si affloscia come un supplì scaldato al microonde. Si abbiglia da light, ti blandisce con parole senza sale, con abbracci che sanno di mollica bagnata. E il giorno dopo è già evaporato: messaggio non letto, silenzio, un’ombra.
Il pollo fritto croccante entra in scena con il rumore secco di una corazza che si spezza sotto i denti: CROC! CROC! CROC!. È un guerriero dorato che non ha paura di sporcarsi le mani né di lasciare tracce d’olio sulla tovaglia. Non finge: è peccato dichiarato, è colesterolo e piacere in egual misura. Anche freddo, mantiene dignità.
Ecco perché, amiche mie, meglio un pollo fritto ben croccante che un amore senza spina dorsale. E ho detto tutto.