Tortèl di Patate: croccante dove conta e morbido quando serve

Un piatto povero, ma con la superbia dei veri signori. Da preparare quando si è in una relazione in cui si rischia di finire grattugiati.

La patata è la regina della tavola e del doppio senso.
Quindi preparati: stiamo per impiattare la rustica delizia trentina che si fa metafora lasciva di tutte quelle relazioni in cui si rischia di finire… grattugiati.
Orsù, indossiamo il nostro miglior grembiule come fosse una tutina in lurex (e non solo per fare scena) e dedichiamoci con amorevole cura alla patata che è molto più del terroso tubero.
La patata è un biglietto di invito e la ricetta, questa volta, si prepara per due.
E ricordate che la patata, quando è cucinata a puntino, non ha bisogno di accompagnamento.

Quanto al Tortèl di Patate, niente fronzoli, niente ricette complicate: la patata diventa oro croccante. Non ha bisogno di salse costose o di chef stellati: gli basta un bicchiere di buon vino rosso della valle e un tagliere per fare la rivoluzione.
La ricetta tradizionale vuole che il Tortèl sia accompagnato da formaggi di montagna (avete mai assaggiato il Puzzone di Moena?) e salumi locali (Speck e Lucanica stagionata), qualche cetriolo sottaceto per pulire la bocca.
È il sapore della comunità, della festa di paese, del profumo che mette radici. Perché chi mangia un Tortèl non sta facendo merenda, sta dichiarando appartenenza.

Scheda Ricetta

Ingredienti

  • patate a pasta bianca 500 g non bollite, crude! ... crude come certi approcci
  • fecola di patate 2 cucchiai rasi quanto basta per legare… ma senza soffocare
  • cipolla bianca ½ opzionale; ma, se la metti, che sia tritatissima come il tuo orgoglio
  • burro di montagna q.b. tocco verace, per chi ha bisogno di dolcezza anche quando frigge
  • sale fino q.b.
  • pepe bianco macinato q.b.

Procedimento

1
Grattugia la patata come si accarezza un ricordo proibito. Non usare il robot, rigorosamente a mano e con sensualità.
2
Strizzala bene: una patata troppo acquosa, come certe storie melense, non regge la cottura: soprattutto non frigge, affoga.
3
Aggiungi fecola, sale e pepe. Niente uova perché il Tortèl è libero, indipendente (sa come farsi desiderare e sceglie di legarsi in autonomia). E mescola, mescola, mescola, come quando la passione chiama e il pudore non vede, non sente, non parla.
4
Scalda abbondante burro in una padella rovente. Come il cellulare quando ti scrive a mezzanotte. Devi sentire il crepitio di un desiderio che esplode.
5
Versa cucchiaiate del composto, appiattisci dolcemente e friggi finché non diventa dorato e croccante come una vendetta servita bene.
6
Tampona su carta assorbente: non assorbirà i rimpianti, ma almeno il grasso sì e aiuterà a contenere gli eccessi.