Cara Rosa,
ho una compagna da quattro anni, da tre conviviamo insieme alle sue due figlie di 16 e 13 anni. L'anno scorso un collega ha iniziato a farmi il filo. Per un po' c'abbiamo scherzato su, poi a maggio, durante un corso di formazione fuori città, siamo stati insieme. La mia prima esperienza etero. Da allora stiamo insieme almeno una volta alla settimana. Credo di essermene innamorata. Sono molto confusa oltre che combattuta. Non ero mai stata con un uomo: il sesso con lui è intenso, appagante. Ma c'è tanto di più: il piacere di stare insieme, di trascorrere del tempo insieme facendo la qualunque. Dall'altra parte continuo a nutrire un grande affetto per la mia compagna e mi sento morire al pensiero di abbandonare lei e le due ragazze a cui voglio un mondo di bene.
Com'è possibile che a quarant'anni e passa abbia improvvisamente scoperto l'amore etero? E com'è possibile che non riesca a fare una scelta? Perché non riesco a essere sincera con una donna che mi ama moltissimo? Ti prego aiutami a fare chiarezza.Debby 79
Cara Debby 79,
benvenuta nell’età in cui pensavi di aver già archiviato tutte le categorie sentimentali e invece la vita ti ricorda che non sei un archivio: sei ancora carne, desiderio e contraddizione.
Il tuo problema non è "scoprire l’amore etero a quarant’anni e passa". Non esistono patenti né bollini di garanzia: a volte il corpo e la mente prendono una tangente e tu li insegui, sorpresa come un’adolescente al primo bacio. La verità è che l’orientamento sessuale non è un contratto a tempo indeterminato, ma un ventaglio che può aprirsi quando meno te lo aspetti.
Il vero nodo è un altro: non è che non sai scegliere. È che non vuoi perdere nessuno dei due mondi. La compagna stabile, la casa, le figlie che ti hanno adottata. E il collega-uomo che ti accende come non pensavi potesse essere possibile. Tu non sei confusa: sei avida. Vuoi tenere insieme la sicurezza e la tempesta, il nido e l’avventura, l’affetto e il desiderio.
Solo che, cara mia, la vita non è un self-service: non puoi accumulare piatti infiniti e sperare che qualcuno resti disponibile a pagare il conto. Non riesci a essere sincera perché sai benissimo che, appena lo sarai, l’incantesimo si romperà: la tua compagna non applaudirà, le figlie non ti diranno "brava, mamma 2"; e il collega non vorrà restare amante eterno.
Allora, cosa fare?
Se scegli la compagna, tronca subito con l’amante e smetti di recitare la parte della donna fedele.
Se scegli l’amante, sappi che rompi una casa. Fallo con coraggio, non a metà.
Se non scegli, presto decideranno loro per te. E non sarà elegante.
Il consiglio spietato? Sii sincera, subito, ora. Perché il dolore della verità è sempre più breve della putrefazione della menzogna.
Con velenosa chiarezza,
Rosa Rosæ