Cara Rosa, lui fa la panca e io faccio i conti con l'età

Balla, balla pure, ma con le scarpe comode. E tieni lo sguardo alto come se guardassi un'opera minore e non un capolavoro.

Cara Rosa,

sono vedova da sette anni e ho sempre pensato che l’amore dopo i cinquanta fosse una questione più da romanzetto che da realtà.
E invece, a una lezione di yoga acrobatico, ho incontrato Riccardo. Trentacinque anni, istruttore di crossfit, ha una mascella statuaria che mi fa impazzire. Mi spiazza quando si fanno due chiacchiere insieme: le sue frasi terminano sempre con "top", "bro" e "cringe" ed io devo ripassarmi il vocabolario di questo gergo che, ahimè, non mi appartiene. Gli parlo di Artemisia Gentileschi, lui mi risponde "bella vibe".
Ci vediamo ormai da qualche mese. Lui mi chiama "Dea" (che aiuta la mia autostima, ma mi imbarazza non poco), dice che "ha bisogno di una donna matura” e che "l’età è solo un numero". Ma io ho l’impressione di essere una fermata temporanea. Sono lucida, Rosa, ma anche tremendamente viva. Mi sto prendendo in giro? Mi sto illudendo?

Velia, 58 anni

Cara Velia,

iniziamo subito con una verità amara come un infuso al cardo: non sei tu a prenderti in giro. È la speranza – quella vecchia incantatrice greca – che continua a venderti biglietti per un film che hai già visto, e che finisce sempre con lui che "non è pronto per una relazione seria".
Riccardo – chiamiamolo col suo vero nome, archetipo – è l’ennesima reincarnazione del giovane efebico che si lascia nutrire da donne che hanno letto più libri di quanto lui abbia fatto addominali.
Il "mascellone" che ti pare scolpito dal Bernini dice di volere una"donna matura? Mah!, secondo me è solo alla ricerca di una madre con le gambe ben depilate. Tu gli offri Artemisia? Lui potrà reagire solo con l’emoji del fuoco, giusto per, perché non avrà capito di cosa stai parlando. Tu gli citi Nietzsche? Lui potrà solo commentare che la tua energia è "da bomba nucleare”.
Non sei una fermata temporanea, mia cara: sei un vagone su una scalcinata linea suburbana dal quale nessuno si sognerebbe mai di guardare davvero fuori dal finestrino. Hai diritto a goderti questa vitalità. Ma, come direbbe Lévi-Strauss (Claude, non il jeans), l’amore è un sistema di scambio simbolico: se tu offri cultura e sostanza, e ricevi un "bella vibe" ... beh! ... cara mia sei in perdita secca.
Ballaci pure, Velia, ma con le scarpe comode. E tieni lo sguardo alto, come quando si osserva un’opera d'arte minore e non un capolavoro: lo si fa con indulgenza, ma senza farsi illusioni.

Con affetto (e anch’io senza indulgenza),
Rosa Rosæ