Cara Rosa,
sono sconcertato. Prime giornate di sole intenso, prime domeniche in spiaggia. Ci sono piccole comitive di giovani spensierati e qualche pensionato o pensionata che come me va a sintetizzare la vitamina D per le ossa artrosiche.
La scena è questa: una mia coetanea si avvicina a un ventenne rimasto sulla battigia mentre i suoi amici sono in acqua; parlano per una decina di minuti, ridono e si allontanano verso il bar. Ritornano dopo un'oretta quasi, e li guardo perché mi sembrano buffi: lui con passo accelerato, lei che gli corre dietro e cerca di trattenerlo afferrandogli il braccio, lui che si divincola sbuffando. E si sente chiaramente lei che gli urla "Stupido, non hai capito un cXXXX! Non sai cosa ti perdi!" mentre lui si butta in acqua e raggiunge i suoi amici che fanno tuffi un po' più avanti.
Dopo pranzo, sono a leggere il mio giornale sulla battigia, mi si avvicina il ragazzo, si siede accanto a me e mi chiede: "Posso farle una domanda? Ma che problemi hanno le donne della sua età? Le chiedo scusa per la piazzata di prima, ma quella stronza cercava di convincermi che andare a letto con lei sarebbe stata l'esperienza migliore della mia vita. Ma che le ha preso? Sono stato maleducato?". Mi ha fatto tenerezza, l'ho rassicurato sulla sua educazione e poi abbiamo parlato di tuffi e nuotate.
Ma mentre rientravo a casa, dove non mi aspetta nessuno, pensavo che forse la solitudine è una brutta bestia perché non ci fa arrendere al sopraggiungere di una naturale pace dei sensi.Pietro, 69 anni
Caro Pietro,
la "pace dei sensi", come dici tu, è una leggenda metropolitana inventata da chi ha smesso di provarci e vuole darsi un tono. I sensi non hanno pace: si ricollocano. Cambiano orario, intensità, obiettivi. Ma di smettere, non smettono.
La scena che racconti non è il giallo dell’estate: è solo educazione vs. invadenza. Una donna adulta che ci prova con un ventenne? Lecito. Una che insiste, urla e colpevolizza (Non sai cosa ti perdi!)? Ridicolo e fuori luogo. Vale anche al contrario, quando sono uomini maturi a pressare ragazzine: il problema non è l’età, è il diritto che qualcuno si arroga sul corpo altrui. Il ragazzo ha fatto l’unica cosa sensata: si è sfilato.
Quanto a te e al tuo "non mi aspetta nessuno" non significa "mi devo arrendere". Significa che i desideri hanno bisogno di una logistica nuova. Se la solitudine è una bestia, non la addomestichi guardando i film degli altri in spiaggia: la addomestichi mettendo il tuo corpo e la tua testa in luoghi dove può succedere qualcosa.
E mi permetto di indicarti qualche buona pratica (niente tè coi pasticcini, promesso). Se ti piace il mare, iscriviti a un gruppo di nuoto in acque libere o a una scuola di vela over, perché gli umani si incontrano facendo cose, non sperando. Socializza con criterio (cinema, circoli di lettura, musica dal vivo, corsi di tango). Parla chiaro e breve: presentati, proponi un caffè entro 48 ore e se arriva un no, avanti. Circondati di amicizie maschili che ti portino fuori, non dentro i loro lamenti. Ascolta i tuoi desideri sì, ma mendicare (come la signora) no, mai.
La vera differenza tra chi invecchia male e chi invecchia bene non è l’ormone: è l’agenda. C’è chi la riempie e chi aspetta che piova.
E ricorda, i ventenni si tuffano; i settantenni che sanno vivere, pure. Non per fare gara, ma perché l’acqua è ancora buona.
Con affetto spietato,
Rosa Rosæ