Cara Rosa,
ti scrivo disperato. La mia vita è sana, tranquilla, abbastanza metodica. Lavoro in PA, pomeriggi in palestra, fine settimana con gli amici.
Ho avuto una relazione importante durata sei anni, e da quattro solo storielle passeggere: molto brevi, ma neppure tanto intense perché l'attrazione fisica non mi basta più.
E non riesco ad innamorarmi. Come se questo senso di insoddisfazione si andasse cronicizzando e ci fosse una specie di pregiudizio nei confronti delle donne che incontro.
Si guarsisce?Marco, 47 anni
Caro Marco,
sei arrivato disperato, ma non sei affatto un caso clinico: sei semplicemente normale. Lo so, che delusione: speravi in una diagnosi esotica tipo "blocco affettivo post-postmoderno", e invece no.
Ti sei semplicemente anestetizzato senza accorgertene. La tua routine è così pulita che non c'è spazio per la voglia, né per l’errore, né per quel minimo di caos che serve per far scattare qualcosa. Il cuore non si innamora su calendario: se fai tutti i giorni la stessa vita, avrai ogni giorno lo stesso risultato.
Bravo che non ti basta più l'attrazione fisica! Hai appena scoperto che crescere è una seccatura: il corpo chiede ancora, ma la testa vuole il resto del pacchetto. L’attrazione è come una pizza surgelata: ti sfama, sì, ma non è che ti commuove. Serve il ristorante, il pizzaiolo, il profumo… insomma l’esperienza completa. Ecco, tu stai cercando l’esperienza, ma continui a ordinare surgelati per abitudine.
Quanto al pregiudizio, amore mio, non credo sia tale. È stanchezza emotiva mascherata da selettività. Probabilmente hai dato tanto in quei sei anni, e ora il tuo sistema operativo affettivo, versione 47.0, ha attivato il filtro "risparmio energetico". Lo fa per proteggerti, solo che così protegge anche dalla possibilità di innamorarti.
Mi chiedi se si guarisce? Sì. Ma non guarirai tornando quello di prima. Guarirai diventando qualcosa di altro.
Come? Cambiando abitudini: una novità concreta ogni settimana. Uscita, luogo, persone, attività. Frequenta donne fuori dal tuo "tipo": la mente si riattiva quando smetti di ripetere lo stesso stampino. Smetti di chiederti "mi farò coinvolgere?" e inizia a chiederti: "Mi sto mostrando davvero?". Perché senza vulnerabilità non c’è innamoramento. Hai blindato il cuore per non soffrire e adesso non entra nemmeno un raggio di sole.
Tu non hai un problema con le donne. Hai un problema con la tua vita che non ti sorprende più. E quando non ci sorprende la vita, non ci sorprendono più nemmeno le persone.
L’amore non si incastra dove c’è perfezione. Si infila nelle crepe. Aprine una tu, intenzionalmente. Piccola. Gestibile. Ma vera.
Quando lo farai, Marco, ti stupirai di quanto rapidamente i sentimenti - i tuoi - sapranno tornare.
Tua spietata ma affettuosa,
Rosa Rosæ