Cara Rosa, sono single e gli uomini mi annoiano

Troppa offerta inautentica, troppe maschere in saldo, troppa fretta di sentirsi meno solə accanto a chi ti fa sentire vuotə.

Cara Rosa,

sono single per scelta. Ho avuto delle relazioni, anche belle, intense, ma la mia filosofia è sempre stata "bello sì, tanto bello, ma ognuno a casa propria". Relazioni fatte di innamoramento e amore, felicità, passione, condivisione e che poi sono arrivate a un inevitabile logoramento.
Il lavoro, l’indipendenza, la possibilità di coltivare le mie passioni sono state e sono, per me, la priorità.
Nell’ultimo anno, però, gli uomini mi annoiano proprio: o sono "impegnati alla ricerca di una parentesi di evasione", o sono "single arrapati con le palle piene da troppo tempo", o sono "analfabeti disfunzionali perennemente alla ricerca di qualcosa che colmi il loro vuoto": sono le definizioni analitiche di una mia amica.
Ammetto che anche io ho la mia dose di colpa: non sono mai riuscita ad immaginarmi in una relazione ortodossa, quella fatta di routine, alti e bassi, costruzione di un futuro insieme e probabilmente questo è il prezzo da pagare oggi.
Ma possibile che alla mia età, tra i miei coetanei, sia così difficile trovare una compagnia gradevole?

Lisa, 53 anni

Cara Lisa,

sei single per scelta, e già questo ti colloca in una fascia di umanità rarissima: quella che non ha paura del silenzio, che non chiede permessi per esistere e che, soprattutto, non baratta la libertà con un sabato sera in compagnia di uno che dice "tanta roba" guardando una parmigiana.
Hai avuto storie. Hai avuto passione. Hai avuto anche il coraggio di dire: "bello, ma casa mia è sacra", e non sai quante donne ti invidiano questa coerenza.
Eppure ora, a 53 anni, ti guardi intorno e vedi il deserto. Un deserto punteggiato di profili Tinder scritti in Comic Sans MS. E hai ragione!
Perché oggi i cinquantenni si dividono in tre grandi categorie (col beneficio di una sommaria generalizzazione):
- i rassegnati affettivi, che usano la parola “relazione” solo per descrivere la bolletta intestata a entrambi.
- i sedicenti liberi, che sono liberi solo di sparire dopo due messaggi e una foto sfocata del bagno.
- i cercatori compulsivi, che vogliono una donna che li completi, li salvi, li capisca, li accolga (spoiler: non cercano una compagna, cercano la madre che li ha fatti male).
E tu, Lisa?
Tu sei troppo viva per sopportare il morto che cammina emotivamente, e troppo consapevole per cascare nel revival del principe decaduto.
Forse è vero: non ti sei mai vista in una relazione ortodossa. Ma non è questo il prezzo da pagare.
Il vero costo lo paga chi resta, per quieto vivere, in relazioni che sono matrimoni con la noia e fidanzamenti con la rinuncia.
Tu hai scelto altro. Hai scelto te. E ora vuoi una compagnia gradevole. Non è troppo. Ma è diventato raro.
Il punto è questo: non sei tu fuori posto, è il mercato emotivo che si è svalutato. Troppa offerta inautentica, troppe maschere in saldo, troppa fretta di sentirsi meno soli accanto a chi ti fa sentire vuota.
Quindi sì, Lisa, potresti anche restare single ancora un po’. Ma sappi che la tua libertà, il tuo disincanto, il tuo sguardo acuto sono la tua moneta di scambio più preziosa. E prima o poi, capiterà. Capiterà uno che non ti rovini il divano e neanche la dignità.
Nel frattempo, Lisa cara, mettiti il rossetto buono, ordina del vino eccellente e ama la tua solitudine come solo una donna intera può fare: con eleganza, e senza sconti.

Con solida ammirazione,
Rosa Rosæ

PS: mi piacciono molto le "delifinizioni analitiche" della tua amica; penso proprio che ne attingerò :-D