La Luna capricciosa mi guida, ma è allo spietato Saturno che aspiro

Saturno insegna che la vera bellezza non lusinga, non accoglie, non consola: mette alla prova e bisogna imparare a reggerne lo sguardo.

Sono come la Luna. Anzi sono la Luna

Non brillo della mia luce. Rifletto quella di altre vite, spesso deformandola con lenti di sarcasmo. Come la Luna cresce e cala, mai uguale a se stessa, così il mio umore è capace di passare, per buona pace di chi mi sta vicino, da una carezza a una rasoiata. E se la Luna governa le maree, io ho la pretesa di governare le emozioni, smontando illusioni e sollevando ondate di verità scomode.
E poi la Luna la guardano tutti, non solo gli innamorati, come fosse una confidente: peccato che lei rimanga silenziosa, mentre io rispondo sempre; anche male e troppo quando serve.
Dell’essere come la Luna mi piace soprattutto che a volte non illumina e si nasconde, ma resta sempre lì a ricordarti che il buio non è mai solo buio, è anche riflesso.

Però c’è anche un pianeta a cui aspiro

Non è Venere, il pianeta dell’amore dicono, che in realtà è un inferno tossico di acido solforico e 480 gradi all’ombra. Troppo banale anche per me: no no, ha il tanfo dell’astrologia da spiaggia (la mia, al massimo, è una sociologia da spiaggia).
Se non è Venere, non è neanche Marte, figurarsi!, troppo testosteronico. Non sia mai! E neppure Plutone, per quanto mi faccia simpatia, non fosse altro per il fatto che è ignorato e declassato da tutti, è il reietto: sì, Plutone, mai mainstream, mi sta simpatico. Ma non è lui.
Il pianeta a cui aspiro è Saturno!

Il gigante gassoso, una bomba ad orologeria

La composizione di Saturno (96% di idrogeno, 3% di elio, 1% di metano, ammoniaca, vapore acqueo e idrocarburi vari) lo rende una sorta di bolla cosmica: non ha una superficie solida e, se mai riusciste ad atterrarci, sprofondereste tra gas a pressione e temperatura tali da rimanerne schiacciati e inceneriti.
Ecco: se fossi Saturno, potrei schiacciare e incenerire ogni essere che si permettesse di fare un ammaraggio indesiderato.
E quel nucleo segretissimo in cui brucia la fornace di idrogeno, se solo diventasse un po’ più massiccio, farebbe di Saturno una stella. Capito? Una stella, altro che Luna!

E gli anelli? Una cornice spettacolare

Adoro le cornicette, quante ne ho fatte alle elementari! Gli anelli di Saturno sono una meravigliosa, poetica e magica cornice: sono composti soprattutto da ghiaccio d’acqua e polveri rocciose, resti di lune distrutte o mai formate. Il gioiello perfetto che amerei indossare per liberare la mia vanità.
Ma gli anelli di Saturno sono anche la metafora delle eterne prigioni sentimentali: la fede nuziale, le gabbie dorate delle convenzioni, i vincoli sociali, gli “amori per sempre” che durano quanto una ricarica telefonica; le “catene” che mi piace spezzare.

Il simbolo della disciplina e dei limiti

In astrologia, Saturno è il pianeta dei confini, delle regole, della responsabilità; è il maestro severo ma giusto.
Io ci provo a praticare questa pedagogia crudele ma efficace. Piazzo confini taglienti, intransigenti, sarcastici; non mostro indulgenza per chi piagnucola; stronco illusioni e sogni impossibili; dissemino virgolettati velenosi e paletti invalicabili. La vita mi ha insegnato che solo pagando pegno si può esseri liberi.

Saturno non è la donna della porta accanto

Lontano e inaccessibile, Saturno, con quel suo alone di intoccabile, attrae e seduce: pensatelo come la donna di cui tutti ammirano forma e sostanza ma sanno bene che non è alla portata di chicchessia; perché che sia ghiaccio o fuoco, brucia.
Saturno insegna che la vera bellezza non lusinga, non accoglie, non consola: mette alla prova e bisogna imparare a reggerne lo sguardo.