Sashimi di Tonno, l’afrodisiaco dei poveri con gusti di lusso

Crudo come certi addii, semplice come una fantasia proibita. Il distacco di chi sa sedurre senza un filo di trucco (o di cottura).

Il tonno crudo è il vorrei ma non posso gastronomico.
A me piace moltissimo, questioni classiste a parte. Vero è che nei ristoranti altoborghesi, giusto per quella leggera scottatura da nanosecondi a cui è sottoposto, lo chiamano "tataki" e te lo fanno pagare diciotto euro a microfettina. E a maggior ragione io insisto con il tonno crudo, che ha la nonchalance di chi sa sedurre anche senza un filo di trucco (o di cottura che sia).

Quindi evviva il Sashimi!, il crudo che accende il sangue: ricco di zinco, Omega 3 e proteine nobili, stimola ormoni, migliora l’umore e aumenta la vascolarizzazione (e non solo del cuore).
Non è un caso se i giapponesi lo offrono con un rituale ben strutturato e come intro dell’intero pasto, e se i latin lover ne han fatto il loro cavallo di battaglia.Perché il tonno crudo è come i discorsi veri, le passioni senza filtri, i messaggi diretti e vibranti della notte fonda.

La ricetta è restituita in versione integrale "Q.B.": che ognuno si assuma le proprie responsabilità!
In compenso, più "scientifico" è il procedimento che spiega il cerimoniale giapponese del Sashimi. L’esperienza è romantica!!! Ad aprire le danze, prima del pasto, il pronunciamento di una parola molto speciale: Itadakimasu, che potrebbe tradursi grossomodo con ricevo umilmente oppure accetto questo cibo con gratitudine, una sorta di ringraziamento laico.
Wow! Una parola davvero gentile, come quelle che non mi sono mai state dette, ma che io continuo a servire imperterrita, insieme al Sashimi e spesso alla mia dignità.

Scheda Ricetta

Ingredienti

  • tonno rosso crudo q.b. freschissimo, abbattuto, tagliato a tranci sottili come le promesse estive ... che te lo dico a fare?
  • carotine novelle al vapore q.b. ma non le solite sciape e tristi: caramellate con miele e un tocco di zenzero, per evocare Oriente e malizia
  • cetriolo al vapore q.b. qui non si fanno battute!
  • salsa di soia q.b. in riduzione e spennellata con fare sensuale, quasi fosse un rossetto lasciato sul bicchiere
  • semi di sesamo nero q.b. perché anche l’occhio vuole la sua perversione
  • succo di lime q.b. per ricordarti che l’amore, se non pizzica un po, è solo zucchero
  • daikon, shiso, germogli di zenzero e alghe q.b. affinché il cerimoniale giapponese del Sashimi sia completo
  • wasabi q.b. non esagerare!

Procedimento

1
pronuncia ad alta voce e con un pudico sorriso ... Itadakimasu ... sì, una parola unica ... tutta d'un fiato
2
disponi sul fondo il tsuma (composto da fili sottili di daikon, carota e cetriolo) per sollevare il pesce crudo e assorbirne l’umidità
3
aggiungi i vegetali commestibili - ma che fanno scena - come fili di daikon, foglie di shiso (una specie di basilico), germogli di zenzero e alghe
4
disponi sopra a ventaglio il sashimi in numero dispari di pezzi
5
aggiungi lateralmente un tocco di wasabi e un piccolo fiore, meglio se edibile anche questo; una spolverata di sesamo nero
6
affianca una ciotolina con la salsa di soia, le bacchette e una salviettina per la pulizia delle mani
7
gusta lentamente e ricordati di centellinare il wasabi: come certi uomini spiritual-fusion, ti promette un’illuminazione improvvisa, ti sale al cervello, ti fa lacrimare e dopo trenta secondi non ricordi più perché l’avevi voluto.