Cara Rosa,
ma cosa è davvero importante nel rapporto di coppia? Leggo le lettere che ti arrivano, le risposte che dai e rifletto sul rapporto trentennale con la mia "compagna di vita". Perché noi due resistiamo? Perché, anche quando ci siamo presi qualche sbandata per altri, non ci è mai saltato in mente di troncare la nostra relazione e ci siamo sempre ritrovati?
Io penso che sia valido quel detto "Sposa la donna che consideri la tua migliore amica": se si costruisce un rapporto sull'intesa profonda e la compatibilità, sulla fiducia e la lealtà, sul rispetto, e anche sulla condivisione almeno di qualche interesse e momento di divertimento, sono convinto che difficilmente si arriva alla noia, alla rottura, a desiderare altro.
Allora perché invece di praticare questa strada, per quanto più faticosa ma più stabile, si va in giro a provare e a riprovare situazioni che poi fanno male, lasciano insoddisfatti e con la pessima percezione di vivere la vita nella precarietà affettiva?Giulio, 59 anni
Caro Giulio,
non capita spesso che mi scriva un uomo che non sta per lasciare qualcuno, non sta per essere lasciato, non sta per tradire né per confessare un tradimento già avvenuto. E già questo ti colloca automaticamente in una categoria mitologica. Rara come la tigre della Tasmania.
Hai ragione in quasi tutto quello che dici, e te lo dico con gioia mista allo stupore di chi trova un diamante nella sabbia: la compatibilità profonda, la lealtà, la fiducia, la condivisione, il fare squadra anche quando ci si annoia… sono le fondamenta di un amore che non traballa a ogni folata di vento. Ma ora permetti alla vecchia Rosa di gettare un secchio d’acqua gelida sulla poesia, giusto per amore di verità.
Perché, caro il mio Giulio, non basta "sposare la migliore amica": sappi che lo fanno in tanti, ma si ritrovano ben presto con una coinquilina adorabile e un erotismo in pensione da dieci anni. Tu e la tua compagna siete stati bravi - o fortunati - a non far morire la parte divertente, complice e fisica. La maggior parte delle coppie confonde l’amicizia con la neutralizzazione sentimentale. Voi due, evidentemente, vi siete scelti bene, con lentezza e pazienza; con l’idea di costruire, non di consumare. Ed è vero sì che spesso ci si accoppia come si fosse in un centro commerciale: "provo questa taglia… mmhhh, no, non mi convince, passo alla prossima". E queste non sono relazioni, ma demo gratuite.
Molte persone vivono con il santo terrore della quotidianità: la routine le spaventa più della solitudine; il silenzio, più della mancanza d’amore. E soprattutto… confondono la noia con la mancanza di sentimento. Non sanno che la noia è fisiologica, come il mal di schiena dopo i 40: ci convivi, la gestisci, non cerchi un nuovo scheletro. E scambiano la dopamina dell’inaspettato per un segno del destino. Tu e la tua compagna, invece, avete capito che l’attrazione episodica è come la febbre: arriva, ti fa delirare, poi passa. E non si butta via un matrimonio per 38 gradi e mezzo.
La tua verità è giusta. Ma non è popolare. Se lo dicessi in un gruppo di amici, almeno due su cinque ti guarderebbero come un uomo "rassegnato", "poco passionale", "troppo maturo". Perché oggi la coppia è diventata una competizione di intensità: chi soffre di più, chi brucia di più, chi ha più drammi da raccontare all’aperitivo. Al contrario, una relazione stabile, fedele, rispettosa, di crescita non fa rumore. E ormai, se non fa rumore, per molti non esiste.
Cosa penso davvero io? Tu e la tua compagna siete ancora insieme perché siete adulti. Gli altri vanno in giro a incenerire se stessi perché vogliono sentirsi adolescenti fino alla fine. Le coppie longeve non resistono perché "si amano di più": resistono perché si scelgono tutti i giorni, anche quando sarebbe più facile scappare.
Hai ragione su tutto, Giulio. Ma non dirlo troppo in giro: rovineresti un intero settore economico basato su psicologi, avvocati divorzisti e apericene di lamentele.
Tua, innamorata della lucidità,
anche quando è scomoda,
Rosa Rosæ