Cara Rosa,
ti scrivo con un po' di pudore e con la sensazione di essere fuori posto.
Sono vergine. E già scriverlo mi imbarazza, come se stessi confessando un reato. O peggio: una mancanza. Quando esco con le amiche, il sesso è una moneta che tutti sembrano spendere senza pensarci. Raccontano esperienze che sembrano prese da un corso avanzato, si scambiano dettagli che io conosco solo per teoria, e ogni volta mi sento più piccola, più indietro.
Non è che non abbia desideri, anzi. Le pulsioni ci sono - eccome se ci sono - e a volte mi fanno sentire come se stessi per perdere un treno che passa una sola volta.
Il problema è che io, la prima volta, la vorrei con qualcuno che amo davvero.
Non un principe, non un ideale: un uomo reale, ma importante. Uno che mi guardi e mi veda. Uno che mi desideri anche per la testa, non solo per il corpo.
E invece incontro solo ragazzi che cercano qualcosa di leggero, veloce, superficiale. Conversazioni carine, appuntamenti piacevoli, poi la solita pressione sottile: «vieni da me?», «non fare la timida», «ma dai, ormai lo fanno tutti». E io mi irrigidisco. Sento che non è quel momento. Non è quella persona.
Così mi ritrovo in un limbo strano: desidero il sesso, ma non con chi ho davanti. E temo che aspettare la persona "giusta", o solo "giusta per me", sia solo una favola rosa.
Sono io che sbaglio epoca, mentalità, aspettative? Sono troppo romantica? Troppo lenta? O è solo paura, e la sto mascherando da principessa che vuole l’amore vero?
Cara Rosa, ho bisogno che tu mi dica dove sbaglio.Con affetto,
Livia, 26 anni
Cara Livia,
no, non sei fuori posto, non sei un vinile in mezzo agli MP3.
Credi di avere un problema perché hai 26 anni e sei vergine? Per me no. Io vedo solo una giovane donna dalla rara qualità: il rispetto per se stessa. Che nel 2025 è diventata quasi una malattia esotica, lo so.
Viviamo in un mondo in cui, appena adolescenti, si fa sesso più per imitazione che per desiderio, più per non essere escluse che per essere vive. E chi come te a 26 anni è ancora vergine, pensa di essere in ritardo, come se il corpo avesse una scadenza e la dignità un timer.
Ascoltami bene: non sei in ritardo. Sei semplicemente fuori dal branco.
Tu vuoi una "prima volta" con qualcuno che ti guardi negli occhi, non nel décolleté; che ti desideri come persona, non come occasione; che senta il tuo corpo come un regalo e non come un livello da sbloccare. Ti sembra strano? A me sembra sanità mentale e soprattutto maturità.
Il fatto che tu incontri solo uomini superficiali non significa che ti stai sbagliando: significa che loro non sono l’uomo giusto. E no, non "miglioreranno" per farti piacere. Gli uomini non si trasformano perché tu speri: si trasformano - se si trasformano - perché vogliono farlo per loro stessi.
Provi pulsioni? Benedette siano! Non c’è nulla di più sano di un corpo giovane che reclama vita. Ma tu vuoi che la tua prima volta non sia un incidente di percorso. Tu vuoi un uomo che scelga te, non il sesso in sé.
E sai che ti dico? Brava! Non svenderti per toglierti un’ansia. Aspetta per darti un valore. Nessuno esce mai ferito da un atto di pazienza. Molte, invece, escono rotte da una fretta che non era neppure loro.
Tu, invece, stai facendo una cosa che in pochi hanno il coraggio di fare: stai scegliendo te stessa prima di scegliere un uomo.
E sarà questo, quando succederà, a rendere la tua prima volta non solo bella, ma soprattutto tua.
Con affetto cinico,
Rosa Rosæ