Primavera sotto le lenzuola: una par condicio del desiderio per tuttə

Espressione poetica e innocente che nasconde una doppia anima: la versione da giardino e la versione da camera da letto.

Morning glory: un fiore e un fior fiore di eufemismo

Il linguaggio oscilla tra lirica e lama: conta la presa. La stessa espressione, morning glory, indica il fiore che si apre con grazia al sorgere del sole e l’erezione maschile mattutina che di grazioso ha giusto puntualità e durata. Due esplosioni all’alba. Due scatti di luce. Due colpi di scena prima del caffè. Solo uno profuma.
Il primo silenzioso, poetico, quasi sacro. Il miracolo botanico: petali che si schiudono alla luce, fragili e bellissimi.
Il secondo rumoroso, tronfio, profano. Il fenomeno idraulico: un rigonfiamento di vana gloria che è solo biologia da manuale.

E qui sta il punto. Perché questa società ha deciso che soltanto l'uomo possa svegliarsi incarnando il sole nascente, che la "gloria" appartenga solo a lui? E la donna? Andiamo per gradi.

La versione "da giardino"

Il morning glory è il nome comune per varie specie del genere botanico Ipomoea.
La pianta ha fiori a forma di trombetta che sbocciano al mattino (da qui il nome) e si richiudono nel pomeriggio. Colori bellissimi, esplosivi: blu elettrico, viola, rosa, bianco.
Per questo è diventata la regina di recinzioni, pergolati e balconi: cresce in fretta, si arrampica ovunque e copre quello che non vuoi vedere o far vedere (ringhiere arrugginite, vicini molesti...). È la versione botanica dei filtri Instagram: ti nasconde la realtà e la rende più poetica, almeno finché non cala il sole.
Insomma, l’Ipomea è la pianta perfetta per chi vuole dare un tocco di "gloria mattutina" alla propria facciata senza troppo impegno.

Ma non finisce qui. I semi di alcune specie contengono LSA, parente stretto - quello povero per intenderci - dell’LSD: promette viaggi cosmici e invece regala nausea, vertigini e la sensazione di aver ingoiato - tutto in un sol boccone - un manuale di psichedelia scritto male e un romanzo russo scritto peggio. Ne erano "ghiotti" gli Aztechi per allucinarsi prima dei riti sciamanici.
Quindi, quando si tira in ballo il morning glory come specie botanica, bisogna aver chiaro se lo si faccia per decorare il balcone, o piuttosto per scatenare una visione mistica e conversare amenamente con le divinità precolombiane mentre vomiti nel lavandino. 

La versione "da camera da letto"

Non sono riuscita a ricostruire esattamente l'etimologia, ma certo è che, nel gergo anglosassone, il morning glory indica l'erezione spontanea che molti uomini sperimentano al risveglio.
"Gloria mattutina": quanta poesia, quasi da diario segreto delle educande al collegio. E se non è poesia, è fisiologia con un tocco di floricoltura: il riferimento al genere botanico è dichiarato.
Uno slang colorito che si afferma in Australia negli anni Settanta, si diffonde negli States e in Gran Bretagna negli anni Ottanta e diventa molto popolare nel mondo negli anni Novanta. E sbarca così anche in Italia (prendiamo sempre il meglio!). Siamo felici che sia sopravvissuta questa formula pittosto che la più volgarotta morning wood (... che proprio non si può sentire).

Perché succede? Questioni ormonali, il ciclo REM, la vescica piena o i sogni torbidi con Belen Rodriguez ... ma è una cosa sana, come il respiro profondo o la digestione regolare. Se al mattino c’è la bandiera issata, il sistema funziona. Se manca all’appello da troppo tempo, beh! magari è il caso di fare due chiacchiere con il medico. Se l'erezione è dolorosa e si prolunga per ore, è la volta che bisogna scappare in pronto soccorso.
Chiariamo che non è romanticismo, ma fisiologia con vanità incorporata. Funziona meglio della sveglia delle ore 7. È per te o per me?: per nessuno, è autonomo e sindacalizzato. Effetto collaterale, ego overclock fino alle ore 8, poi rientra come il traffico in tangenziale. Versione scettica: Forse è solo la vescica che chiede diritti. Etichetta da manuale: guardarlo con affetto, non farci una tesi.

Fisiologia del risveglio sessuale Uomo vs Donna

Durante la notte, nella fase REM (Rapid Eye Movement), il corpo attraversa vari stati neurofisiologici che influenzano direttamente la funzione sessuale.
Si registra ad esempio la riduzione dei livelli di un ormone, la noradreanalina (che normalmente inibisce l'erezione), e quindi i vasi sanguigni del pene si dilatano portando a un'erezione involontaria, la NPT (Nocturnal Penile Tumescence): in media 3-5 episodi per notte, per circa 1-2 ore complessive.

Questo fenomeno ha una base neurofisiologica involontaria, automatica, utile anche al "mantenimento" dell’apparato genitale: ossigenazione dei tessuti, salute vascolare, prevenzione dell’atrofia.
Ed è un fenomeno non necessariamente correlato a contenuti onirici sessuali. Altrettanto vero che quando non accade, non è per assenza del desiderio: stanchezza, stress, ormoni hanno la regia.

Lo stesso accade - UDITE! UDITE! - alle donne, anche se con manifestazioni diverse: è la NCT (Nocturnal Clitoral Tumescence). Anche nelle donne aumenta il flusso sanguigno nei genitali: congestione clitoridea, lubrificazione vaginale e contrazioni pelviche in assenza di stimolazione cosciente.
Rassegnatevi: è dal 1970 che la scienza ha confermato - semmai fosse stato necessario - che l’attività sessuale notturna nelle donne è frequente e fisiologica, anche se più difficile da rilevare rispetto agli uomini (non si "vede", nel senso che non è sfrontata e teatrale, che non sventola bandierine).

Pertanto sì, il morning glory non è una prerogativa solo maschile, appartiene anche alle donne. E se la fisiologia applica la par condicio, può farlo anche il vocabolario.

In conclusione

Care Sorelle, per quanto da Aristotele a TikTok si sia celebrata l’erezione mattutina maschile come prova tangibile di virilità, salute e spirito combattivo, è giunta l'ora di rivendicare il nostro morning glory!
Il loro alzabandiera è più scenografico? Il nostro più discreto? Non importa. Non rimaniamo clitoridi silenziosi in un mondo di falli prepotenti. Impariamo a riconoscerlo, ad accettarlo, a parlarne.
Facciamolo con orgoglio, magari indossando un reggiseno di petali e una corona di utero in fiore. Perché sì, anche noi ci svegliamo eccitate. Ed è bellissimo!